Guillaume - La blessure (la ferita) 2011 (e tre opere da Balzac et Rivette)

Queste tele sparse sono dedicate al mio Montriveau, al mio bel soldato ferito di ritorno dalle battaglie del quotidiano, per ciascuna di quelle volte in cui l’ho visto rialzarsi, diviso tra fierezza e vergogna, dall’ennesima caduta nel vuoto meschino della realtà. Non sono che un povero omaggio al mio luminoso Guillaume, al mio eroico guerriero dallo sguardo di fanciullo e dagli occhi di fiera, la cui infinita tenerezza mi ha lasciato intravedere la possibilità della felicità. Vorrei che fossero lo specchio del suo sorriso, che dimenticassero la sofferenza e la rabbia, che evocassero i silenzi e le appassionate attenzioni e non le grida, perché se oso dire « mio » é al mio ricordo che mi riferisco, è all’immagine che ne ho conservato e che ho nutrito in me. Perché lui, di contro, non apparteneva a nessuno, era perpetuo movimento, ricerca e fuga, come la sabbia calda che vi scivola tra le dita, il lampo che ci sveglia alla luce, il sangue che cola e si ferma cicatrice.

Nascono dalla promessa che gli ho fatto quando mi ha preso la mano e ha voluto che lo accompagnassi , per così breve tempo, nella sua ricerca della verità.

                                                                                                         F. Dosi

Il sogno della farfalla - Le rêve du papillon (2008/2010)

“Francesca Dosi è un artista generosa, energica e appassionata. Qualità che si ritrovano nella sua pittura. La sua pennellata larga, l'apertura che prende il movimento e la tecnica immemoriale dell'affresco applicata al lavoro sull'immagine fotografica e sull'astrazione pura ci riportano a una sorta di caos primordiale dove gli ocra della terra e le trasparenze acquose sono ancora confusi.

Da questo magma indistinto emergono a malapena i volti sublimi delle star dall'esistenza mitica e reale insieme. Queste icone della settima arte, entrate ancora in vita nella leggenda, appaiono in questi schizzi di celluloide come delle creazioni assolutamente originali e al contempo come le vestigia di un'età dell'oro per sempre scomparsa.

L'artista soffre accanto a loro della brevità della vita e della gloria, sente la fragilità del mondo, ma assume questa tragica condizione, ridando loro la vita e facendoci scoprire una bellezza ancor più commovente per il suo destino fugace. Come se solo la condizione mortale potesse offrire al mito la propria eternità.”                                                                                                     

A.M.Baron 

Gli arcobaleni di altri mondi hanno colori che non so (2010/11)

Francesca dipinge, trasfigurandoli e facendone astrazione, la sabbia e il movimento, l’acqua e i suoi cerchi concentrici, la terra rossa e la superficie increspata dell’onda, nel tentativo di farne tutt’uno con le polveri e i pigmenti. Usa tecniche miste che le permettono di mescolare l’acrilico e la polvere, l’olio e il gesso, l’immagine ritratta a matita carboncino e il volume dell’impasto. Ricerca, questa, che nasce dall’esigenza di piegare la sua natura di ritrattista fedele all’eccesso ad un’esigenza simbolica, riconvertire l’immagine percepita in senso analitico, preciso e metodico in movimento, in materia, in eccesso cromatico, per farne concetto e corrispondenza.

Faber (omaggio a De Andrè) 2010/11

Queste tele sono una parte del progetto documentario del Dopofaber destinato a raccontare l’omaggio rivolto alla figura e all'opera di Fabrizio de Andrè negli anni che hanno seguito la sua scomparsa. Il culto appassionato, la condivisione. Partecipano del fenomeno di ripresa della sua opera, in forma di emulazione o di reinvenzione, per analizzarne modi e motivazioni, interrogarsi sui termini di rispetto, di fedeltà o di tradimento. Francesca vuole distinguere la celebrazione dalla riproposta, anche in contesti diversi rispetto alla canzone, passare dalla mitizzazione del personaggio alla comprensione dell'uomo e del suo operato.

Il documentario si proporrà di studiare il cannibalismo fecondo di chi dei suoi testi si è nutrito, di chi la sua musica ha spontaneamente assimilato, per poi proporli in forme nuove, o in un tentativo, già perso, ma per questo coraggioso o folle, di assoluta fedeltà. Il progetto, nel suo insieme, mira a ricomporre i tasselli di un mosaico culturale incompiuto perché in divenire, frammenti di memoria che diventano futuro. Accedere alla straordinaria opera collettiva che la sua stessa opera non cessa di forgiare, dare visibilità a movimenti artistici che traggono origine da un'eredità così importante. 

fradosi@libero.it - pagine Facebook: Francesca Dosi / Ninfa/ Evanescenze / Ma saison avec Guillaume /Trajectoires balzaciennes dans le cinéma de Jacques Rivette

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